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Gli inconvenienti del buon orientatore - Parte II

Eccoci al secondo capitolo di condivisioni che derivano dall'esperienza personale e che possono aiutarci a diventare sempre più preparati di fronte a situazioni spiacevoli nel contesto di un mestiere certamente gratificante ma umanamente condito di imperfezioni.


Dopo aver toccato il tema dei "pacchi" ricevuti da parte dei clienti, magari all'ultimo momento e persino reiterati, oggi parleremo della tipologia dei clienti ai quali non importa assolutamente nulla di quello che stiamo proponendo!


Solo per citare qualche caso, potrebbe accadere all'Orientatore di Politiche attive di ritrovarsi un utente che accetta l'incontro solo perché diversamente non percepirebbe la Naspi; oppure l'allievo di un'aula aziendale che guarda il docente con sguardo truce perché è stato pressoché strappato alla sua operatività in quanto utile per la rendicontazione del fondo formazione.

Ma sono solo spiccioli a fronte dell'immensa casistica possibile...


Che fare?

A cosa si riduce la nostra creativa positività con la quale ci siamo preparati, approfondendo argomenti e obiettivi, mossi dal sacro fuoco di essere utili e portare risultati?


Beh, all'inizio non è facile: ci si sente a disagio, di troppo, il rischio è essere fagocitati da senso di inadeguatezza e demoralizzazione.


Poi l'esperienza insegna molte cose: innanzitutto che se ci troviamo di fronte a situazioni di questo tipo non è colpa nostra! Tecnicamente dipende dalla mappa del mondo dell'altra persona che reagisce con comportamenti disfunzionali a situazioni non gradite; per andare nel concreto questo deve convincerci che non è qualcosa che sbagliamo noi. Punto.


E partendo proprio da questo presupposto, parte il secondo aspetto molto sfidante e altrettanto interessante: siamo partiti col piede sbagliato, non dipende da noi...ma possiamo ribaltare la situazione!


Non c'è stata per me esperienza più gratificante che terminare un percorso di Orientamento o Formazione avendo "conquistato" e portato dalla mia parte proprio gli scettici del progetto che stavo gestendo.

E non è questione di portare a casa dei punti, è una questione di motivazione!

Per effettuare questo switch, ovvero da situazione critica a successo concreto, occorre partire da noi: da quanto desideriamo portare un valore aggiunto perché indipendentemente da quello in cui crede l'altro ci crediamo noi.

E soprattutto: da quanto crediamo in noi e nella fantastica opportunità di portare cambiamento attingendo alle nostre potenzialità.


MOTIVAZIONE + FIDUCIA = CAMBIAMENTO GENERATIVO!

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