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Perché scegliere, a volte, è così difficile?

L’adolescenza non è solo una fase di transizione tra infanzia ed età adulta, ma è l’età in cui ragazzi e ragazze compiono molte delle decisioni che definiranno la loro vita futura, a partire proprio dalla scuola. E non è mica una passeggiata, soprattutto se pensiamo che ne va del futuro di un ragazzo!


Che scuola faccio? Un Liceo? Un professionale? Scelgo in autonomia o seguo la mia amica che si iscrive ad una scuola che non mi convince, ma almeno starò con lei? Faccio quello che vogliono i miei genitori? Queste le domande che mi sono posta in terza media quando dovevo scegliere che strada prendere e non sapevo proprio dove sbattere la testa.


Come mai non riuscivo a scegliere? Cosa mi bloccava?


Me lo sono chiesta più volte... ad oggi sono arrivata alla conclusione che scegliere significa avere presente tutte le possibilità che si possono mettere in campo per fare dei confronti, per poter paragonare realtà differenti e capire quale strada possa essere giusta per il proprio futuro, mettendo sul tavolo tutte le proprie capacità, conoscenze, ma soprattutto passioni.


Tutti aspetti che ai miei 14 anni mi mancavano. Davanti a me non avevo la scelta della scuola da frequentare, ma avevo il buio totale. Un buio che a quell’età mi spaventava tantissimo. Gli unici pensieri erano quelli di non deludere le persone intorno a me e quindi se la volontà dei miei genitori era che io facessi un liceo, allora era quello che dovevo fare. Quale liceo però? Classico e scientifico sono troppo impegnativi, buttiamoci su uno più tranquillo.


Così ho deciso che scuola fare: liceo delle scienze umane, semplicemente seguendo la volontà di altre persone e non la mia. Non so se ho fatto la scelta giusta per il mio futuro, so solo che i 5 anni del liceo sono stati per me faticosissimi, non per le materie o per lo studio, ma semplicemente perché sapevo di non aver scelto in piena autonomia quella strada.


Finito il liceo, quando mi si è presentata la scelta dell’università mi sono promessa di non fare più lo stesso errore: avrei fatto l’università, ma alle mie condizioni. Il corso che avrei frequentato l’avrei scelto solo ed esclusivamente io. È stato difficile, attorno a me non avevo nessuno che mi aiutava, nessuno che mi diceva per cosa potevo essere portata, per questo ho preso un anno sabbatico, ho girato in tutti i modi possibili tutti i corsi presenti nelle università italiane e alla fine ho scelto quello che volevo studiare e ad oggi si è rivelata essere la scelta giusta.


Ogni tanto ripenso a queste scelte, anche all’anno perso per non rischiare di iscrivermi a qualcosa che non mi piaceva e oggi, che sono all’interno del mondo dell’orientamento penso a quanto sarebbe stato facile se avessi avuto anche solo un insegnante che mi avesse parlato e mi avesse orientato alla scelta più giusta per me, accompagnandomi e non lasciandomi sola.


Il 28 giugno 2023 ho partecipato al convegno sull’orientamento scolastico tenutosi a Torino e mi ha colpito il fatto che si è parlato spesso di dispersione scolastica, tema purtroppo sempre più frequente nel nostro Paese. A volte questo succede non perché i giovani non abbiamo voglia di continuare a studiare, ma perché si trovano soli a fare delle scelte, a prendere decisioni più grandi di loro e della loro età. Bisogna aiutarli e anche aiutare le famiglie che gli stanno dietro che a volte non sanno proprio come comportarsi. Basta poco, basta semplicemente introdurre percorsi di orientamento all’interno delle scuole, formando gli insegnanti in modo che possano accompagnare i propri studenti alle scelte migliori per il loro futuro.


Prendendo proprio come esempio me stessa, se io avessi frequentato prima un percorso di orientamento oppure se durante i miei anni scolastici avessi incontrato una buona orientatrice le mie scelte sarebbero state sicuramente più libere e migliori per la vita e non avrei perso il tempo per cercare delle possibilità!

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1 Comment


Paola  Castaldelli
Paola Castaldelli
Sep 28, 2023

Grazie Giorgia Compagno per questo articolo e per la tua testimonianza! Metterci la faccia non è mai semplice nè scontato, ma è proprio dalle esperienze dirette che si possono offrire aiuti concreti! Non posso che esprimere grande gioia di fronte alla conferma che proprio l'Orientamento è tra questi strumenti di aiuto!

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