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Non esiste Felicità senza Infelicità

Possedere cose che ci possano offrire una costante felicità può essere un obiettivo molto valido da perseguire, la verità però è che non succede di poter godere di un piacere continuo tutto il tempo. Ad ognuno di noi, almeno una volta nella vita, capita di dover affrontare situazioni non piacevoli e di conseguenza di provare dolore; la realtà è che c’è un significato profondo anche in questo. Spesso è proprio il dolore ad aiutarci a rafforzare noi stessi e insegnarci ad apprezzare le cose buone quando siamo in difficoltà.


Anche nel pieno di un tremendo dolore e di una grande sofferenza, esiste la possibilità di trovare vita. Queste riflessioni sono molto interessanti perché vanno in contrasto con quello che la nostra società tende a farci pensare: che la vita debba essere gioia e divertimento, serenità e soddisfazione, salute e benessere … in sostanza che la felicità equivalga a sentirsi bene attraverso la non sofferenza. La realtà, però, è ben diversa, perché le cose che nella nostra vita rivestono il ruolo più importante sono generalmente quelle che implicano sia sentimenti piacevoli che sentimenti spiacevoli.


Un esempio lampante su questo aspetto è quello della filosofia orientale dello Yin e dello Yang, ovvero due energie opposte, necessarie e che si completano a vicenda, dove l'esistenza di una dipende dall'esistenza dell'altra.

 

Lo yang è un'energia luminosa, positiva, il cui significato letterale è il lato assolato della montagna; al contrario invece lo yin è una luce negativa, passiva, il cui significato letterale è Il versante buio della collina. Il simbolo viene rappresentato come un cerchio diviso in due parti da una linea curva: la metà Yin è nera, la metà Yang è bianca.

Nel centro di ognuna delle metà c’è un puntino di colore opposto. Questo sta a significare che un’energia tende ad evolversi verso l’opposta e viceversa, dando vita ad un movimento ciclico che si ripete di continuo, esattamente come accade con il giorno e la notte. Questo concetto sottolinea che niente esiste in assoluto, ma che ogni cosa è in relazione con qualcos’altro e che ogni cosa contiene entrambi gli elementi di yin e yang in diverse proporzioni.


Non esiste felicità senza infelicità e come dice Goethe: “Non esiste azione che non possiamo nobilitare sia agendo sia accettando poiché la sofferenza è la più grande dignità dell’uomo”.

 

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