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No a “Io sono fatta/o così!” (3)

“A volte dire: Io sono fatta/o così è con lo scopo di proteggersi di fronte alle situazioni in cui non si sa come bisogna comportarsi diversamente”.


“A volte le persone non riconoscono nemmeno di avere qualcosa da cambiare/migliorare e quindi usano la frase “Io sono fatta/o così”.


Dopo la lettura delle prime due parti di questa serie di articoli, ho ricevuto queste osservazioni dalla HR manager migliore con cui abbia mai lavorato nella mia lunga carriera in Operation. Osservazioni che mi portano a due concetti fondamentali che spesso vengono confusi e utilizzati l’uno per l’altro: sto parlando di “Autostima” ed “Ego”.


Come riconoscerli e come distinguerli?


L’Autostima non è altro che la consapevolezza della propria autoefficacia, basatasi sui risultati ottenuti e concreti.


Una persona che nel percorso di vita è riuscita a superare delle difficoltà grazie alle qualità particolari con risultati ottenuti di cui si gode, aumenta la propria autostima essendo consapevole di “quella” qualità che gli ha portato “quel” risultato.


Esempio: Sig.ra A ha creato una cerchia sociale sana e formidabile intorno a sé grazie alla sua intelligenza emotiva, carattere equilibrato e sapersi comportare e si gode le relazioni sane ed equilibrate di amicizia e collaborazione. Lei è consapevole che questo risultato e il benessere che vive è grazie alle sue qualità e capacità e quindi aumenta la sua autostima in questo campo. Lei per arrivare a questo successo ha fatto un percorso di crescita personale e ha imparato come raggiungere equilibrio emotivo e come migliorare l’intelligenza emotiva.


L’Ego invece, è ciò che ci viene raccontato come incoraggiamento e ammirazione per motivi di affetto oppure per motivi di convenienza dove alla base non c’è alcuna evidenza o risultato. Le qualità in cui vogliamo credere perché è bello se fosse vero, ma non ci sono delle evidenze che confermino tutto ciò.


Esempio: I genitori che incoraggiano il figlio con risultati mediocri alla scuola ripetendo che è di un talento straordinario non scoperto e non apprezzato da cattivi maestri incompetenti della scuola. Quel figlio sicuramente si incoraggia a sentire parole dei genitori ma nel suo profondo sa che nella scuola è inferiore rispetto a veri talenti che vede intorno a sé. Lui vorrebbe crederci ma nel suo intimo è consapevole delle proprie mancanze.


Altro esempio potrebbe essere una persona benestante e ricca, non dotata di intelligenza emotiva ed empatia che potrebbe anche essere circondata da tante persone che per fascino della sua ricchezza la circonderanno ma questa persona nel suo intimo sa di essere sola e che quelle amicizie sono false.


Una persona con grande autostima non ha paura di guardarsi anche i limiti, paure e difetti. È in grado di guardali e cercare le soluzioni per migliorarsi; questa persona è dotata di autostima nonostante i propri difetti e limiti perché è sempre disposta a vederli e sempre pronta a migliorarsi perché punta su una versione di sé migliorata e più avanzata.


Una persona che non ha autostima ma solo un grande ego invece, ha paura di guardarsi dentro e preferisce continuare a credere in un grande inganno e convinzione accomodante per evitare di guardare i propri limiti, paure e difetti. Per non sforzarsi nel percorso difficile e doloroso di miglioramento, preferisce dire “Io sono fatta/o così” nonostante mancanza di risultati, nonostante fallimenti e infelicità.


Non dimentichiamo due cose fondamentali:


Ogni persona adulta è in grado di capire se nella vita ottiene o meno i risultati; quindi, non esiste che un adulto non sia in grado di riconoscere i propri difetti. Ogni adulto è perfettamente in grado di riconoscere i propri difetti e ne è responsabile.


Perché questo non avviene sempre, lo spiego nel secondo punto: quando il percorso della vita è a passo con la crescita, quella vera, come dice il grande Jordan Peterson si tratta di un continuo morire e rinascere del nostro IO. Questo processo è altamente impegnativo e delle volte doloroso, ecco perché sono così numerose le persone che per comodità e per sottrarsi da tale sofferenza e sfida non lo percorrono e scelgono di liquidare le proprie responsabilità con la frasetta "Io sono fatto/a così".


È importante ricordare che noi, in ogni ruolo aziendale e non solo, possiamo solo motivare le persone per migliorarsi ma volersi migliorare è sempre una decisione personale di ogni individuo. Ogni leader può e deve dimostrare a tutti quanto sia vantaggioso e bello migliorarsi e realizzarsi ma non potrà mai né scegliere né percorrere quel percorso per chi non ha voglia di sforzarsi per far nascere un IO nuovo e migliore.

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